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Prossimo Zampetto
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22 Maggio 2026
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Palaia da Giulio M.

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29 Aprile 2026 – Un affettuoso ricordo di RENZO da Giulio M.
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PREMESSA: Buongiorno! ieri non volevo invadere gli “Ho Tanta” di Paolo (tanti auguriiii) e nemmeno le foto vaticane di Arrigo (vitaccia eh!)😄. Ma oggi mi fa piacere condividere anche con voi due parole che ho messo ieri sui social, e che solo alcuni di voi hanno potuto leggere. Per me significa anche chiudere un cerchio e, pur nel ricordo constante del babbo (e di Renato, di Paolo, di Marco e di Alfredo), consentire a me ed a tutti il ritorno alla quella leggerezza che deve sempre animare le nostre giornate.
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La mattina presto del 28 aprile dell’anno scorso mio padre ci ha lasciato, dopo aver combattuto con tutte le sue forze per quasi un anno (o forse per molto di più). Oggi sento il bisogno di condividere un pensiero di quel giorno, che però, per tristezza e per pudore, avevo tenuto dentro di me.
Qualche tempo fa una persona che ci è molto cara mi disse “Giulio, il tuo babbo è uno che fa la differenza.”
Ed è stato così, fino all’ultimo. Anche in quel periodo così difficile, ha cercato di proteggerci, minimizzando la gravità della malattia, senza lamentarsi mai, sebbene fosse ben consapevole della sfida molto dura che la vita gli aveva riservato. Mentre noi facevamo di tutto per dargli appoggio e supporto, in realtà è stato lui a farsi carico di noi e della nostra serenità. Ha fatto la differenza ancora una volta.
Ho promesso di non essere lungo, cosa che il babbo avrebbe detestato, lui che era amante della sintesi e dei concetti ridotti all’essenziale.
Voglio però, assieme alla lealtà, alla generosità, all’ottimismo e a tanti altri, ricordare uno dei tratti per me più significativi della sua vita: il babbo è stato un grande costruttore, con radici solide ma sempre con lo sguardo proiettato al futuro.
Ha costruito relazioni umane. Con i pazienti, i colleghi ed il personale, in un lavoro che ha molto amato. Con gli amici, per i quali si è molto speso e dai quali tanto ha ricevuto, in un rapporto mai, e dico mai, basato sulla convenienza. Con la nostra famiglia tutta, di cui era l’architrave assoluto.
Ha costruito case, tante case. Case da vivere con la famiglia, per creare legami forti. Case in cui accogliere gli amici, con la mamma sempre al suo fianco. Sapendo godere dell’oggi, ma sempre guardando al domani.
Nell’88 il nonno Aldo comprò Palaia, davanti alla casa c’era un dirupo. Il babbo immaginò e progettò un muro altissimo, con tanti contrafforti, per creare un giardino ed un prato. In quel prato piantò degli alberelli, che sembravano piccolissimi anche a me, che allora ero un bambino. Quelle pianticelle oggi sono alberi enormi, che tante volte hanno accolto e riparato noi, la nostra famiglia, ed i suoi e nostri amici.
Cose che durano nel tempo, come i valori in cui il babbo ha creduto, che ci restano come dono e insegnamento, e che noi proveremo a trasmettere ad Aimone, a Giovanni ed a tutti i cugini.
Grazie a tutti e grazie babbo.
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… e noi diciamo
😥
Grazie Giulio…
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Zampetto…
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24 Aprile 2026 … da Arrigo….
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Assenti
ZAMPETTI: Massimo S.
- CODINI: Raffaello
- OSPITI
Nessuno
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MENU’
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ANTIPASTO :
Pecorino e Schiacciata
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ENTRATA: Torta salata a base di ricotta
PIATTO UNICO:
Ossibuchi al pomodoro con Patate arrosto e Piselli al tegame
DOLCI
Pere cotte
VINI
Prosecco Villa Moro e Chianti La Stalla del Buda
PREZIOSI CONTRIBUTI :
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Augusto… Grazie Augusto-
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A fine cena …. sempre il 24 Aprile da Arrigo…..”Pensieri in libertà di Paolo”
80!!!
Ebbene, sì. Tra pochi giorni ne avrò ottanta. Di anni intendo. Sarebbe scontato ammettere che il tempo è trascorso in un baleno. L’ho sentito dire dai molti che ormai non sono più. Eppure, non lo posso negare; mi sembra ieri che detti e ricevetti il primo bacio. Quando qualche anziano si lamentava per il rapido trascorrere del tempo, suscitava in me quasi una rezione di insofferenza. Insomma, la vita te la sei vissuta e ora lascia il posto a chi ancora ha tanto da percorrere. Cari vecchi è giunto il momento di farsi da parte! Questo era il pensiero di me giovane. Ora, che ne ho ottanta, quasi, perché manca più di una settimana, ora, dico non la penso più così. Forse prima sbagliavo? Non ho più tempo da perdere in simili elucubrazioni. Noi vecchie cariatidi del vissuto dobbiamo guardare avanti e vendere cara la pelle, anche perché non avendo il conforto e la speranza di un’esistenza dopo la morte, la fine sarà la fine e basta. Se talvolta la mia ferrea convinzione che non esiste un dopo, avesse dei dubbi, mi viene da pensare ai cari amici e amiche, che ormai non sono più. In particolare, penso alla Vilma, così bella in gioventù, dove il fascino non lasciava il passo a una certa aggressività, rendendola talvolta insopportabile. Ebbene se ci fosse qualcosa dopo la morte, sarei sicuro, che ce la rimanderebbero indietro dopo poco, invece ancora la non si è rivista. Come non si è rivisto neppure il Paolo Biondi, ingegnere dalla mente critica, che certo non risparmierebbe neanche l’assetto celeste. Con prudenza e tatto farebbe capire al Supremo, che l’è tutto da rifare. Se anche lui non si è rivisto, rimango ancora più fermo nella mia idea. Renzo, no, lui non ce lo rimanderebbero sicuramente. È troppo utile anche in Paradiso. Se ci fosse qualcosa da aggiustare, e ci sarà sicuramente, lui saprebbe rimetterla a posto e in completa efficienza. Il Padre Eterno, se ci fosse, ripeto, se lo terrebbe ben stretto, figuriamoci! Renato, se lo mandano a pescare sarebbe capace di rifornire di pesci la Mensa Divina, senza ricorrere a miracoli. Marco prenderebbe in mano l’amministrazione finanziaria del Regno dei Cieli e sarebbe capace di farne una multinazionale, coinvolgendo anche Alfredo, che farebbe fatica a lasciare le sue corse in bicicletta tra le nuvole. Queste speculazioni mentali aumentano la mia sicurezza che un dopo non c’è, anche se sarebbe di conforto immaginare i miei cari amici così bene sistemati.
Mi sento abbastanza bene e combatto con impegno contro la decadenza fisica, non sono privo di senso critico, e ammetto che niente è uguale a prima. Vado in palestra. Noia mortale oltre che fatica, se non fosse per qualche avvenente fanciulla svestita ignuda. Sembrerebbe un controsenso, ma alle donne niente si insegna. Queste virago si incartano in tute avvolgenti che ne fanno risaltare il fisico. Confesso che se fossero completamente nude le noteresti meno. Queste guaine non solo fasciano stretto il corpo, ma pure si insinuano in ogni fessura. Specialmente il didietro, quando è giusto, fai gran fatica a non buttarci un occhio. Per il resto la palestra va sempre più assomigliando a una RSA, data l’età media di chi la frequenta. Tutti sono convinti che faccia bene, non tutti però. A me viene da pensare al tizio, l’americano, che inventò il jogging. Morì d’infarto poco dopo i cinquanta.
Non voglio quindi festeggiare questo mio traguardo, gli ottanta, intendo. Sarebbe per me un momento di infelicità. Semmai, se proprio si deve, farò una festa per i miei cento, ma ancora c’è tempo.
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24 Marzo 2026

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21 Marzo 2026
… il pensiero da parte degli amici ciclisti di Alfredo
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17 Marzo 2026
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Cari Amici

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Oggi, come tutti ormai sappiamo, Alfredo ci ha lasciato
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Zampetto da Massimo S.
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Lecceto – 13 Marzo 2026
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